 
“Il carattere epocale di una figura come quella di Silvio Berlusconi non consisté ovviamente nell’azione di Governo che ha caratterizzato la sua missione politica, ma nel come la sua persona abbia suggellato paradigmaticamente questa equivalenza ipermoderna tra legge e godimento. Non solo i suoi cosiddetti comportamenti privati, ma in modo assai più emblematico, la sua stessa azione legislativa (vedi ad esempio le cosiddette leggi ad personam), svelano come il massimo rappresentante della vita dello Stato miri alla realizzazione del proprio godimento situato non venire capriccio estemporaneo, ma come di diritto inscritto nella sua funzione istituzionale che egli ricopre. (….) non c’è vergogna, senso di colpa, senso del limite appunto, poiche non c’e senso della Legge disgiunto da quello del godimento perchè il luogo della Legge coincidono propriamente con quello del godimento. (…) La figura del capo del governo riabilita così i fantasmi del padre dell’orda freudiano, del padre che ha il diritto di godere di tutte le donne, del Padre bionico, Immortale, inscalfibile, inattaccabile E Osceno, non come limite al Godimento (…) ma come esercizio illimitato del godimento. In questo la figura di Berlusconi fa davvero epoca. “
Da “L’uomo senza inconscio. La figura della nuova clinica psicoanalitica” di Massimo Recalcati. Pag.13, nota 14. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010.
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