
“(…) Un articolo ad hoc per far cadere le inchieste Mills, Mediaset e Mediatrade sotto la mannaia della legge che Niccolò Ghedini aveva ripreso di peso da un proposta dei diessini Fassone e Calvi aggiornandola con la clausola sui procedimenti in corso. E poiché sarebbe stato troppo scandaloso decimare della metà , e oltre, i processi in Italia pur di chiudere i tre del premier ecco la norma transitoria che limita il danno al solo primo grado di giudizio. Mossa geniale di Ghedini: riproporre una legge della sinistra per accorciare i tempi della giustizia, ma con un codicillo a misura di Cavaliere. Da Palazzo Chigi ci hanno provato con insistenza fortissima, ma la manovra, per adesso, non è riuscita. Eppure l’operazione era doppia e abile: utilizzare il decreto che recepisce vari obblighi comunitari e che riguarda le sentenze della Corte di giustizia Ue per una doppia manovra a tenaglia sull’arretrato giudiziario penale e civile in modo da potarlo selvaggiamente. Nel decreto sarebbero dovuti rientrare sia le nuove regole sul processo penale breve (durata massima sei anni, con fasi massime di due per indagini preliminari, primo grado e appello, e alla fine l’estinzione se il calendario non viene rispettato), sia la transazione del 5% per i processi tributari, “vecchi di almeno dieci anni”, chiusi con due sentenze favorevoli per l’imputato. Un regalo dipinto addosso alla Mondadori, citata dall’Agenzia delle entrate per 400 miliardi di vecchie lire non pagate nel 1991 a seguito di una ristrutturazione societaria. (…)â€
Da www.LaRepubblica.it dello 05.11.09
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