
“(…) “MUNTAZAR ha sempre espresso il desiderio di lanciare una scarpa a Bush. Ora finalmente ha esaudito il suo sogno” racconta la zia Umm Zaman tra l’orgoglioso e il preoccupato. (…) “È un uomo corretto e di ampie vedute, molto orgoglioso del suo essere arabo”. (…) “Con l’invasione americana diventò un nazionalista convinto” racconta un collega che preferisce non rivelare il suo nome. “E ricordo che circa sette mesi fa, di fronte a un gruppo di colleghi, si scaldò e giurò che avrebbe preso Bush a scarpate, se gli fosse capitata l’occasione di averlo davanti. Allora la prendemmo come una battuta”. (…) Ma se due giorni fa Zaidy ha deciso di abbandonare il suo volto placido e il proverbiale autocontrollo, una spiegazione esiste, secondo la sorella Umm Hanaa che ha parlato all’agenzia di notizie irachena “Aswat al-Iraq”: “A spingerlo sono state le brutalità dei soldati americani”. E prosegue Durgham: “Come tutti, nella nostra famiglia, Muntazar detestava l’occupazione. Era convinto che Bush avesse distrutto l’Iraq e gli iracheni. Odiava così tanto gli invasori che aveva deciso di non sposarsi fin quando l’occupazione non fosse finita”. Da La Repubblica.it del 16.12.2008
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