
“Certo di lavoro deve averne avuto molto, Silvio Berlusconi, se ha trovato il tempo di ricevere a casa sua Giuseppe Ciarrapico, l’autodichiaratosi fascista, eletto nelle liste del Pdl, proprio il 25 aprile. «Non partecipo alle cerimonie» aveva fatto sapere il capo del Pdl «ho molto lavoro da fare». Nel lavoro, evidentemente, anche la riunione con l’editore ciociaro annunciata addirittura da un comunicato stampa, nel caso qualcuno fosse stato distratto e non se ne fosse accorto. (…) Secondo il leader del Pd quella di oggi «è una grande festa di libertĂ e Berlusconi ha voluto celebrarla ricevendo coloro i quali stavano dalla parte di chi la libertĂ l’ha proibita»” Da l’unitĂ .it del 27.04.08 “(…) Poi arrivò il 1943, la grande crisi, la caduta del fascismo, l’8 settembre, i tedeschi, la paura, i bombardamenti. Mio padre era militare al momento della disfatta. I tedeschi avevano cominciato la caccia al soldato italiano e lui si fece convincere da alcuni suoi amici a riparare con loro in Svizzera. Fece la scelta giusta. Salvò la sua vita e salvò il futuro di tutti noi. Per questa lontananza lui soffrì molto, mia madre soffrì molto. Per me fu uno struggimento devastante, il chiodo fisso dei miei pensieri: papĂ , il mio papĂ .” Da: “una storia italiana” di Silvio Berlusconi ed. Mondadori marzo 2001. inviato gratuitamente a decine di milioni di italiani in occasione delle elezioni del 2001. (EMMEPIX pensa allo struggimento dei figli dei militari italiani che non “ripararono in Svizzera” ma scelsero di fare la Resistenza come partigiani)
|